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Danze meditative in cerchio

Danze meditative in cerchio

  • Mercoledì 16 Settembre ore 10.30
  • Mercoledì 30 Settembre ore 10.30

*Presentazione gratuita*

Conduce Samanta Beccari, ricercatrice nell’arte della danza, in cammino nella formazione delle Danze meditative in cerchio con Joyce Dijkstra.Aperto a tutti, uomini e donne, non serve avere esperienza nella danza!

Prenotazione obbligatoria, max 10 persone

Informazioni e iscrizioni:

  • Samanta: 3488562298
  • samanta.life75@gmail.com


Fondatore di questa forma di meditazione è
Bernhard Wosien, nato in Prussia nel 1908 e morto nel 1986. È lui che dobbiamo ringraziare per averci riproposto la “meditazione della danza”, una vera e propria preghiera senza parole, partendo dalle più antiche forme di danza in cerchio.La forma del cerchio è un antichissimo simbolo di unità, che aiuta a creare un ambiente sicuro e favorevole ad un processo di “guarigione interiore “. Quando si utilizza il cerchio nelle danze meditative, i partecipanti si collocano in forma circolare e si muovono in cerchio uno accanto all’altro, generalmente prendendosi per mano.
L’energia del gruppo è trattenuta e questa concentrazione produce una carica di energia che colma il gruppo. Il movimento è un’espressione tanto naturale della vita umana quanto lo è il
respiro, e come le forme simboliche serve a manifestare fisicamente i nostri talenti ed aspirazioni. I nostri movimenti, attraverso la danza, possono rappresentare la natura, il passato, il presente, il futuro, l’esteriorità, l’universalità, le diverse qualità come: il coraggio, la determinazione, la certezza, la fiducia, l’armonia, l’equilibrio, la pace, la leggerezza, la generosità, la compassione, l’unione con l’ altro, ecc.
Mentre danziamo ci uniamo energeticamente a tutta la popolazione del pianeta e fissiamo le basi per un mondo di pace e armonia, accettando e celebrando la nostra unità con ogni forma di vita.Grazie alla sua struttura,questa forma di danza rappresenta un aiuto alla meditazione: danza e meditazione, collegandosi in un’ unità, offrono alla persona una possibilità concreta di avvicinarsi al proprio sé.

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Graf Unplugs | NilaBlu + Lippo

Eccoci qui.
Sabato suoneremo musica irlandese.
La verde Irlanda… sapete? Ridenti vallate e colline, una luce splendente, gente cordiale e gioviale e anche molti altri aggettivi con “ale” (ma non tutti). L’allegria e sfrontatezza delle session nel pub, le danze sfrenate..
Sì, sì, cullatevi in questa idea allegra della cultura irlandese, finché non incappate nelle canzoni.
E anch’esse, dietro melodie intriganti e suadenti, all’apparenza sono innocue.
No, niente di tutto ciò.
Dietro quelle notine allegre si celano storie strazianti di amori perduti, ragazzi partiti per la guerra e mai più tornati, di malattie, di emigrazione, di ribellione, di carestie, locuste e morte brutta dei primogeniti.
C’è la storia di un certo Paddy.
Il 95% delle storie nelle canzoni irlandesi riguarda qualcuno che si chiama Paddy, oppure è sempre lo stesso Paddy che ha avuto una vita lunga, avventurosa, ma soprattutto è morto e resuscitato tipo più di undicimila volte.
Beh, dicevo, la storia di questo Paddy, che inizia colpendola piano, per ora, prima strofa, la sua famiglia è povera.
E Paddy coi suoi capelli neri, com’era bello, almeno fino a ieri (Ritornello).
Poi si innamora della sua vicina di casa dai capelli rossi, che però è innamorata del fratello insulso di Paddy
E Paddy coi suoi capelli neri, com’era bello, almeno fino a ieri (Ritornello).
Deluso, scappa di casa per cercare lavoro, in un periodo che o avevi voglia di raccogliere patate, o migravi.
E Paddy coi suoi capelli neri, com’era bello, almeno fino a ieri (Ritornello).
Paddy migra, per vari motivi non dice più nulla ai suoi, i genitori vanno in depressione ed entrano nel club degli etilisti.
E Paddy coi suoi capelli neri, com’era bello, almeno fino a ieri (Ritornello).
Per la fame ruba una mela, e arrestato si trova a dover scegliere tra la prigione e andare in guerra, non si capisce perché (ma poi si capirà), sceglie di andare in guerra in Messico.
E Paddy coi suoi capelli neri, com’era bello, almeno fino a ieri (Ritornello).
Vede i suoi compagni morire a frotte, ma lui che un pochino anche gli piacerebbe, no.
E Paddy coi suoi capelli neri, com’era bello, almeno fino a ieri (Ritornello).
Tutte le battaglie cui partecipa finiscono male, ma inspiegabilmente si continua a combattere.
E Paddy coi suoi capelli neri, com’era bello, almeno fino a ieri (Ritornello).
In un periodo di pace relativa, tipo un annetto, ha una casa vicino al Rio Grande che viene distrutta da un terremoto.
E Paddy coi suoi capelli neri, com’era bello, almeno fino a ieri (Ritornello).
La guerra è finita e l’America ha rubato quattro-cinque stati al Messico, Paddy potrebbe tornare con qualche soldo in tasca ma muore per un infezione dopo essersi schiacciato un dito.
E Paddy coi suoi capelli neri, com’era bello, almeno fino a ieri (Ritornello).
Notifica della morte ai genitori con una foto di Paddy in divisa così sfocata e ingiallita che potrebbe essere la foto di chiunque
E Paddy coi suoi capelli neri, com’era bello, almeno fino a ieri (Ritornello).
E Paddy coi suoi capelli neri, com’era bello, almeno fino a ieri (Ritornello).

Vi è piaciuta? Però la musica è allegrissima e non sfigurerebbe a una competizione di velocità di banjoisti in Texas.
Ecco questo vi aspetta sabato. Concerto acustico informale al tavolo. Birra. Speriamo anche in un po’ di fresco.
Nila: arpa celtica
Lippo: arpa bardica, chitarra, flauto
PS; per protesta contro questi testi depressi, suoneremo un botto di canzoni ma omettendo il testo e cantandole facendo “mmmmmmmmmmm” a bocca chiusa. Oppure se anche questo ci dovesse mentalmente rammentare i suddetti testi, potremmo anche suonare tutto strumentale.
PPS: siamo all’aperto
PPPS: verranno adottate le misure di sicurezza, distanza e mascherine, portatele!

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Gioco è Graf!

Animazione e giochi per i bambini nel parco

Truccabimbi, caccia al tesoro, giochi classici, riciclo creativo, disegno, musica, premi e tanto altro!

Ogni Martedì e Giovedì alle 19.00 fino a fine Agosto.

Attività gratuite e aperte a tutti.

Con il contributo del Comune di Bologna: Quartiere San Donato-San Vitale

Nell’ambito della rassegna estiva Summer Graf 2020

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Commemorazione Vittime di Marcinelle

SABATO 8 AGOSTO 2020
ORE 10.00

Deposizione di una corona in ricordo delle Vittime di Marcinelle e di tutti i caduti sul lavoro presso il cippo posto nel Giardino “Vittime di Marcinelle”, adiacente alla sede del Quartiere San Donato-San Vitale, in Piazza Spadolini 7.

con

  • Simone Borsari – Presidente del Quartiere San Donato-San Vitale
  • Vittoria Comellini – Piccolo Museo dell’Emigrante (Monghidoro)
Ore 11.00

Esposizione di alcuni dei materiali conservati nel Piccolo Museo dell’Emigrante di Monghidoro, che identificano quel particolare periodo storico durante il quale molti italiani emigrarono in Belgio con la promessa di una vita migliore.

Proiezione di alcune interessanti interviste fatte ad alcuni emigrati.

Ascolto dal vivo del cantastorie Federico Berti con alcune canzoni del suo repertorio.

ORE 12.3o

Rinfresco e buffet finale presso la Gelateria “La Isla Bonita”

Il disastro di Marcinelle avvenne la mattina dell’8 agosto 1956 nella miniera di carbone Bois du Cazier di Marcinelle, in Belgio. Si trattò d’un incendio, causato dalla combustione d’olio ad alta pressione innescata da una scintilla elettrica. L’incendio, sviluppatosi inizialmente nel condotto d’entrata d’aria principale, riempì di fumo tutto l’impianto sotterraneo, provocando la morte di 262 persone delle 275 presenti, di cui 136 immigrati italiani. L’incidente è il terzo per numero di vittime tra gli immigrati italiani all’estero dopo i disastri di Monongah e di Dawson. Il sito Bois du Cazier, oramai dismesso, fa parte dei patrimoni storici dell’UNESCO.

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S-WW | Social World War

Social World War

Esposizione di Sofia Scoles

Da un’idea di Juan Cuadra Martinez


Tutti siamo a conoscenza del periodo difficile che il mondo sta vivendo. Non solo la pandemia, ma anche le scioccanti immagini di violenza che hanno dato vita al movimento Black Lives Matter, il persistente problema dell’omofobia e in generale tutte le discriminazioni ancora in atto.

Che effetto ha tutto questo sulle giovani generazioni? Come vedono e percepiscono il loro futuro?

Abbiamo quindi dato l’opportunità a una giovane adolescenti di poter condividere la sua passione ed estrapolare sensazioni, sentimenti e pensieri su quello a cui sta assistendo.

“Spero con tutta me stessa che le mie opere possano far riflettere sulle lotte che stiamo vivendo oggi più che mai.
E noi siamo qui per mostrare cosa proviamo: dalla paura alla speranza, dall’angoscia all’allegria.
Speriamo che questa mostra possa incoraggiare a suscitare nuove emozioni, per sentirci, ancora una volta, vicini.
Ognuno di noi lotta ogni giorno a suo modo.

Questa è una guerra, una guerra sociale”


Sofia Scoles è una giovane artista nata a Barcellona nel 2004. All’età di sei anni si trasferisce a Roma dove attualmente vive. E’ appassionata di arti figurative, specie digitali. Tale predilezione verso i lavori creativi ha inizio in giovanissima età. Negli anni si è dedicata all’arte in maniera autodidatta attraverso il semplice disegno su carta. Di seguito si è avvicinata ad altre tecniche come il bianco e nero, per poi di seguito approdare all’arte digitale.


Aperitivo inaugurale

La mostra sarà visibile anche nei giorni seguenti mediante appuntamento.

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Arborescenze

ARBORESCENZE – residenza artistica di danza e teatro – è un progetto culturale a cura di Graf San Donato, rivolto a performers, danzatori, attori di ogni categoria e a chiunque voglia sperimentare le pratiche del movimento.

Arborescenze mira a diffondere una cultura di riconnessione con la natura utilizzando i suoi elementi come fonte di ispirazione.

Attraverso le pratiche di teatro fisico e danza contemporanea, il performer esplorerà la relazione tra il suo corpo e il luogo in cui si trova, dando così vita a storie ed immagini poetiche che nascono dalla propria esperienza personale.


Gli artisti saranno incoraggiati a esplorare idee, ad usare la loro residenza per investigare e sperimentare strade nel proprio lavoro, sfruttando le forme e geometrie naturali.

La residenza avverrà in forma laboratoriale presso il parco dell’Arboreto e presso il Graf San Donato (Piazza Spadolini 3) e terminerà con la realizzazione di una live performance dinamica e interattiva aperta al pubblico.

DETTAGLI LABORATORIO________________________
La residenza sarà composta da 12 incontri da 3 ore ciascuno dalle 18:30 alle 21:30, a seguire le date:

🌱Luglio:

  • Lunedì 20
  • Giovedì 23
  • Lunedì 27
  • Giovedì 30

🌱Agosto:

  • Lunedì 3
  • Giovedì 6
  • Lunedì 31

🌱Settembre:

  • Giovedì 3
  • Lunedì 7
  • Giovedì 10
  • Lunedì 14
  • Giovedì 17

Per info e prenotazioni

info@grafsandonato.it
3895840525
3664170578

In collaborazione con Legambiente l’Arboreto.

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San Donato – San Vitale Solidale

Da Lunedì 25 Maggio prenderà il via “San Donato-San Vitale Solidale”, una campagna di raccolta di beni di prima necessità per le famiglie e le persone del nostro Quartiere.

L’iniziativa nasce con l’idea di raccogliere donazioni solidali da poter distribuire a coloro che si rivolgono ai Servizi Sociali a causa delle difficoltà di questo periodo.

Le donazioni possono essere fatte presso la nostra sede in Piazza Spadolini 3 nei seguenti giorni e orari:

  • Lunedì dalle 17.00 alle 19.00
  • Martedì dalle 17.00 alle 19.00
  • Giovedì dalle 17.00 alle 19.00
  • Sabato dalle 11.00 alle 13.00

Sono richiesti beni nuovi o in buone condizioni come ad esempio:

  • Prodotti alimentari confezionati e a lunga conservazione;
  • Prodotti per l’igiene della casa e della persona;
  • Pannolini e assorbenti;
  • Giocattoli, giochi di società, libri, album da colorare, colori, matite, quaderni
  • Carrozzine, lettini, seggioloni, seggiolini per automobile;
  • Smartphone e Tablet

Per ulteriori informazioni:

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Le macchie indelebili del fascismo: Mercoledì 18 Dicembre 2019 ore 21.00

CONFERENZA
del prof. Mario Pinotti

1. LE MACCHIE INDELEBILI DEL FASCISMO

– L’esercizio della violenza come forma di competizione politica (squadrismo)
– L’instaurazione di un regime totalitario
– Il razzismo (libici, sudditi del Corno d’Africa, slavi, ebrei)
– La disastrosa guerra mondiale

2. LE DEBOLEZZE ITALIANE A PROPOSITO DEL CONFLITTO MONDIALE

– Limitatezza della produzione bellica
– Errori strategici: niente radar, niente portaerei
– Stato maggiore affidato a comandanti formatisi nella prima guerra mondiale
– Assenza di coordinamento tra le tre armi
– Incertezza nella conduzione politica: guerra parallela o guerra di fiancheggiamento dei tedeschi?
– Mondo contadino sottomesso e disciplinato ma non mobilitabile per gli obiettivi del fascismo.

3. LA GUERRA MONDIALE COME ULTIMO ATTO PER SALVARE IL REGIME

– Il fallimento della politica della ruralizzazione (bonifica integrale-antiurbanizzazione-incremento demografico)
-La proclamazione dell’impero: una conquista incompiuta e destabilizzante degli equilibri internazionali
– Le leggi razziali come necessità di rilancio della mobilitazione delle masse

4. CONCLUSIONE

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Non scansarmi: Sabato 14 Dicembre 2019 dalle ore 18.00

Performance, balli e buffet per un pomeriggio insieme! Un’occasione inclusiva per conoscersi… e danzare!

Festa conclusiva del progetto “Non scansarmi”, realizzato con il contributo del Comune di Bologna, a cura di:
Graf San Donato
Magnifico Teatrino Errante
Biasanòt – La Violina

NON SCANSARMI è
– Graf San Donato con il corso di italiano rivolto alle donne straniere con figli in età scolare e prescolare
– Magnifico Teatrino Errante con il laboratorio teatrale integrato
– Biasanòt – La Violina con gli incontri di balli popolari

La serata prosegue poi senza sosta!

L’evento è gratuito e aperto a tutti!

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Sezione Bordiga: Lunedì 9 Dicembre 2019 ore 18.00

Alessandro Castellari intervista E.T. Chili, autore del romanzo “Sezione Bordiga”.

Intervengono:

Matteo Lepore
Assessore alla Cultura del Comune di Bologna

Simone Borsari
Presidente del Quartiere San Donato-San Vitale

Francesca Villani
Consigliere e Coordinatrice della Commissione Cultura del Quartiere

Nella torrida estate del 1980 una misteriosa lettera di Togliatti, “un cupo relitto della Resistenza”, e un ragazzo scomparso arrivano a sconvolgere la vita della ex Sezione Bordiga, che “non è una sezione del Partito e nemmeno una Casa del Popolo, ma solo quello che rimane della sezione bordighista del Trebbo di Reno, a metà tra l’ultima trincea degli irriducibili e un dopolavoro”. Non si sono ancora spenti gli echi del ’68 e del ’77 quando una serie di eventi inaspettati e di tragedie provocate dal terrorismo di destra e di sinistra segnano l’inizio di una nuova epoca: niente potrà essere più come prima. Un romanzo dai toni noir ma pervaso di ironia, in cui le vicende della città e dei singoli si annodano agli eventi della grande Storia nel periodo più complesso del secondo Novecento italiano.