Main project

Esposizione collettiva a cura di Fabio Cristalli e Lucio Roda, promossa in collaborazione con Quartiere San Donato-San Vitale, Collaborare è Bologna. Con opere di Adriana Amoruso, Davide Mina, Angela Todaro, Chiara Bardella, Lucio Roda.

Venerdì 24 Gennaio | 10.00-20.00

Sabato 25 Gennaio | 12.00-24.00

Domenica 26 Gennaio | 10.00-20.00

Ingresso gratuito

Il testo che ha ispirato questa esposizione, “La doppia assenza. Dalle illusioni dell’emigrato alle sofferenze dell’immigrato.” di Abdelmalek Sayad, frutto di vent’anni di ricerche, mette a fuoco il problema urgente e difficile dell’immigrazione e disegna uno scenario conflittuale tra le società ricche e quelle povere. A cavallo tra le une e le altre, il migrante è sempre “fuori luogo”, preso nel paradosso di una “doppia assenza”. Una è l’assenza dell’immigrato dalla propria patria, l’altra è l’assenza dell’emigrato nelle cosiddette “società d’accoglienza”, nelle quali è incorporato ed escluso al tempo stesso.

Si è cercato di estendere il concetto di doppia assenza a tutti gli ambiti della sensibilità artistica, da quello intimo delle assenze vissute e percepite, a quello dell’intera umanità e della sua folle corsa verso il progresso.

Fabio Cristalli

Live performance

Sabato 25 Gennaio a partire dalle ore 19.00

Art City White Night live performance:

Materia Assente

Il corpo attraversa / Il corpo attraverso.
L'altro.
Il tempo.

Performance di danza e arte visiva
di Valeria Russo e Lucas Delfino
con installazione di Vantees (Estevan Reder)
e musiche di SANĀTANA.
Cartagine

Performance di teatro fisico
di Kidbuzz Theatre
A cura di Sharon Iozzi
con Serena Catalano, Aga Kaczmarczyk,
Rossana Mina, Salvo Scirè.
Vieni con me, ti mostro la strada

Performance di danza contemporanea
di Rossana Mina
con Lozha

Side project

Riccardo La Barbera

Ristorante cinese Il Mandarino, Via Tommaso Salvini, 8

Carmen Ebanista

Rosticceria Da Magnèr, Via Tommaso Salvini, 8 e/f

Francesco Spallina

Graf San Donato, Piazza Spadolini, 3

La nostra intenzione, nel pieno spirito del patto di collaborazione con il Quartiere San Donato – San Vitale, è quella di coinvolgere tutta la comunità che circonda il Graf San Donato. Abbiamo quindi pensato di affiancare al progetto principale un Side Project a tema libero che possa permettere ad altri talentuosi artisti emergenti di esprimere il proprio valore, grazie alla gentile concessione di alcune attività commerciali nelle adiacenze di Piazza Spadolini, che esporranno le opere nei propri orari di apertura.

Fabio Cristalli

Gli artisti


Adriana Amoruso

Adriana Amoruso nasce nel 1991 e matura nel barese. Conseguita la maturità artistica, frequenta a Firenze l’Accademia di Belle Arti dove consegue la laurea di I livello in pittura nel 2015. Attualmente frequenta il II anno del Biennio di Arti Visive e Nuovi Linguaggi Espressivi. All’accademismo dei primi anni segue una frattura con la tradizione. Mirando all’acquisizione della completezza che il contemporaneo richiede, sperimenta tanto nella pittura e nel disegno quanto in diversi altri campi artistici, come la fotografia e l’installazione, tentando così di maturare una propria identità il più possibile innovativa e personale attraverso tutta l’esperienza artistica. L’obiettivo è quello di maturare uno spirito artistico polivalente e multiforme, attraverso un meccanismo di contagio ed interdipendenza tra i vari “generi” artistici. Diviene fondamentale la sperimentazione di tecniche e linguaggi interdipendenti (dalla musica al multimediale, dal pittorico al performativo) volta a far interagire la pratica pittorica con la miriade di possibilità espressive di cui il contemporaneo necessita. La ricerca si orienta sul diverso, amplificato modo di sentire e percepire il mondo. L’annodare, tessere, intrecciare, così come anche l’affezione ai giochi infantili più semplici, antichi, fatti di odori e materiali ancestrali sono radicati nell’artista e rappresentano forti legami con la sua terra d’origine, la Puglia. Sempre presenti sin dall’infanzia, attraverso i ricami materni e le campagne ocra ed orizzontali della terra pugliese, sono attualmente presenti nel modo di “sentire” la materia sulla quale interviene, dalle tele ai nidi ai semi, o più in generale attraverso l’utilizzo di materiali semplici ed effimeri.

Homeless
erba secca, paglia, chiodi in ferro e acciaio installazione, 2016

Fuggono dalle guerre, dalle dittature, da povertà e carestia, dalla violazione dei diritti umani e della libertà di espressione, dalla discriminazione religiosa. Innocenti vittime di incarcerazioni, stupri, torture. Homeless vuole essere veicolo per raccontare le storie di rifugiati e migranti e delle estreme sofferenze fisiche e mentali che hanno dovuto sopportare per sopravvivere. Piccoli, fragili nidi di sterpaglia, materiale povero ed ancestrale, diventano così simbolo di case deturpate e rese inabitabili da violenti chiodi, governi incapaci di prendersi cura dei propri popoli. Una volta arrivati in Italia alla ricerca di un futuro migliore, in potenza portatori di nuova linfa vitale, saranno poi trattati come emarginati, come rifiuti e resi “sterili” dalle pessime condizioni di accoglienza di una terra che non ha nulla da offrire, esponendoli così a ulteriori sofferenze: ancora vulnerabilità e incertezza. Vittime invisibili nella vita e nella morte.


Davide Mina

Davide Mina nasce nel 1963 a Occhieppo Superiore (Biella); ancora in tenera età si trasferisce con la famiglia in un piccolo paesino in provincia di Reggio Calabria, Antonimina. Dopo aver conseguito nel 1982, a Locri, il diploma di Maestro d’Arte si iscrive all’Accademia di Belle Arti a Reggio Calabria.

L’opera scultorea rappresenta per lui un elemento fortemente soggettivo, nella quale è evidente la presenza di aspetti di carattere territoriale e altresì personale. Elementi personali che lo inducono nel corso della propria vita, seppur temporaneamente, ad arrestare la propria esperienza artistica: la produzione comincerà nuovamente nel segno di una transizione a linee, forme e volumi di diversa natura, che traspare in modo marcato nel confronto delle opere.

Fortemente legato al territorio, è dalla Locride che prende vita il proprio percorso espositivo tramite mostre personali, seppure di modeste dimensioni, e lo conduce a palcoscenici più quotati, dai quali riscuote notevole consenso di pubblico e critica.

Hanno particolare rilievo premi e riconoscimenti ottenuti in esposizioni quali, tra le altre, la Biennale internazionale d’arte città di Locri; Estemporanea ‘Arte sotto le stelle’ Galleria Mediterranea di Reggio Calabria; Biennale Internazionale del Mediterraneo in mostra presso il Museo Levi – Palermo; Selezione partecipante alla XII Edizione della Biennale di Roma; ‘Notte sotto le stelle, la Via Lattea da Gallicianò’; I Dauni: Concorso internazionale d’arte Vieste; Deod’Art Strasburgo.

“Per lo scultore la forma come espressione di armonia rappresenta il traguardo primario da raggiungere. Egli è un artista che si rivolge innanzitutto alla mente dell’osservatore: le sue sculture suggeriscono un percorso narrativo e conoscitivo che stimola la riflessione. Le sue composizioni rivelano la sensibilità estetica di un maestro della scultura, che ben sa interpretare la materia coinvolgendo in modo mirabile l’osservatore. Lavorando la materia con tecnica eccelsa, ne celebra la sua portata energetica ed alchemica attraverso la creazione di nuove forme portatrici di emozioni altrimenti impercettibili. L’artista possiede un linguaggio dello spirito, la sua scultura è allo stesso tempo concreta ed eterea.”

Paolo Levi, Palermo, 2017


Angela Todaro

Angela Todaro è un’artista di origini calabro-pugliesi, vive e lavora Bologna dal 1999. La sua formazione si svolge presso la Facoltà di Lettere Moderne e l’Accademia di Belle Arti di Bologna. Sin dal 2005 insegna nelle scuole primarie di Bologna, dove ha sempre contribuito a diffondere tra i più piccoli la cultura fotografica. Attualmente si occupa di alfabetizzazione per gli stranieri presso il C.P.I.A. Montagna.

Il suo percorso artistico intreccia educazione e fotografia. Si specializza in antiche tecniche di stampa fotografica, sperimentando diversi supporti e materiali. La sua ricerca artistica inizia con l’esplorazione di diversi linguaggi, dall’archivio alla fotografia in posa, dalla pellicola al digitale, per poi ritornare alla fotografia delle origini, ricercando incessantemente materia e luce. Nel 2014 realizza la copertina del libro Il tocco abarico del dubbio di Angela Caccia, Fara Editore, Rimini. Partecipa alla documentazione fotografica del progetto comunale Frontier, la linea dello stile, esponendo le sue fotografie nella collettiva #WORK IN PROGRESS# presso il Graf San Donato. Nel Maggio 2015 partecipa al progetto collettivo di videoinstallazione E.A.T- EXPORTING ART TOGETHER, promosso dalla regione Lombardia, Comune di Milano, Expo Milano 2015, presso Arte da Mangiare Mangiare Arte, Milano. A Giugno 2016 espone fotografie nella mostra DALLA TERRA AL CIELO DAL CIELO ALLA TERRA. SIMBOLOGIE DEL PAESAGGIO, presso lo Spazio Lavì di Via Santa Apollonia, Bologna. Nel 2017 frequenta e collabora con il laboratorio delle Magnifiche Editrici. Nel 2019 partecipa alla collettiva SUL PAESAGGIO, presso il museo Civico di Strongoli, KR.

Apnea
Fotografia a getto di inchiostro
13cm x 15cm
2015

APNEA è un progetto che si sviluppa lungo alcuni assi dicotomici quali acqua/terra, nascita/morte, attrazione/repulsione, assenza/presenza. La possibilità di vita solo fuori dall’acqua e il richiamo originario di un fluido magma fetale, lasciano intravedere un essere umano sospeso tra mondo acquatico e terra ferma. Apnea è sospensione temporanea, velocissima tra vita reale e un’altra vita acquatica che non appartiene all’essere umano, ma che permette di osservarla, seppur per un breve istante. Apnea come assenza di respiro, è un individuo che è sospeso tra due mondi (assente in entrambi sia in terra e in acqua perché non respira). Questa sospensione è breve perché non si può trattenere il respiro a lungo. Ma in questo tempo breve si può generare un pensiero di possibilità.

Il progetto mostra individui sospesi tra una condizione di assenza/presenza, che in una calda giornata estiva cercano refrigerio laddove è impossibile per loro vivere. Nonostante il tempo di osservazione sia breve, esso permette di concepire mondi immaginari, nascosti, possibili, illusori, fantastici.


Chiara Bardella

Chiara Bardella nasce nel 1998, vivendo tra le province di Milano e Bergamo. Nel 2010 inizia ad interessarsi alla fotografia e nel corso degli anni approfondisce un approccio sia estetico che sociologico, in occasione dei viaggi e delle esperienze trascorsi in Italia e nel resto d’Europa.

Nel 2017 si trasferisce a Bologna per gli studi e si avvicina definitivamente alla fotografia analogica, prediligendo uno sguardo antropologico come metodo di divulgazione artistica e di riflessione sui cambiamenti tra passato e presente.

Queste opere fotografiche vogliono suggerire una riflessione su due degli aspetti inerenti il concetto di assenza, tramite una visione generalizzata che possa aprire un perpetuo dialogo tra il passato ed il futuro.

Il primo aspetto mette in luce la dinamica dell’abbandono di alcune zone del territorio nazionale e della mancata salvaguardia del suo patrimonio, a favore di un interesse volto ad incrementare un turismo di massa polarizzato, talvolta noncurante delle necessità di un determinato ambiente e di coloro i quali lo abitano.

Il secondo aspetto, più intimistico, pone lo sguardo sulla dinamica delle relazioni personali e sui vuoti che si possono creare nella propria quotidianità in seguito ad un allontanamento di altri individui.


Lucio Roda

Lucio Roda nasce nel 1973 a Bologna. Si avvicina al mondo dell’arte in giovane età, nel 1990, come apprendista serigrafo nella bottega di Otello Brocca, pittore bolognese. In seguito approda presso Navile Edizioni come apprendista litografo ed incisore. Dall’incontro con numerosi artisti e operatori del settore, intraprende la carriera di libero professionista nel mercato dell’arte. Sono anni di intenso e proficuo lavoro che logorano la salute dell’artista, trascinandolo in un periodo difficile. Dopo questi anni collabora con la galleria Testoni all’allestimento e la cura delle mostre. Ma è proprio la riscoperta della propria sensibilità artistica ad avviare il percorso di rinascita.

Uomo

Nella nudità' della figura
Il tempo
Scandisce
La sua Eternità'
Siamo pietra e vento
Avidi rapaci
E nidi accoglienti
A un passo dal tutto
Sul filo del nulla

Manuela Ghinassi

Riccardo La Barbera

Riccardo La Barbera nasce a Castel San Pietro Terme il 21 Febbraio del 1995. Cresciuto a Bologna, sin da bambino sviluppa una passione per il disegno e i videogiochi. Crescendo affina le sue capacità di disegno copiando i personaggi di cartoni, fumetti, manga e giochi che lo appassionano. Dopo aver intrapreso percorsi di studi differenti da quelli artistici, a 20 anni decide di dedicare il proprio tempo totalmente all’arte. Studia due anni presso la famosa Accademia fiorentina “Nemo”, che gli apre le porte verso l’illustrazione digitale, e nel mentre illustra tavole per privati, tra cui il conte Sassoli che lo sceglie per una sua pubblicazione di tipo storica.

Studia contemporaneamente le tecniche del tatuaggio, da cui è affascinato sin dalle elementari e inizia anche un percorso di pittura tradizionale presso il famoso Atelier d’arte Paese dei Balocchi, sito a Bologna.

Nonostante sia il digitale il mezzo preferito dall’artista, quest’ultimo ama anche l’inchiostro, col quale realizza guerrieri provenienti dalle varie epoche storiche e da diverse culture, con maggior enfasi sui samurai orientali.

Nel 2018 realizza il progetto No Tag Graf con lo scopo di coprire vecchie tag presenti sulla serranda della storica edicola di Via San Donato posta vicino a Piazza Spadolini, con un opera che rappresenta la città natale e al contempo il sapere dei libri; così nasce “Poseidone, sulle onde della sapienza”, protettore di Bologna, simbolo di forza e intelletto.

Le opere di questo giovane artista sono di grande impatto visivo giacché in esse egli esprime tutta la sua passione per l’arte del disegno, della pittura e dell’ illustrazione, attraverso personaggi di fantasia che ci raccontano storie senza tempo.